Scrivo raramente in Italiano su questo blog e di solito evito  di parlare di attualita’ Italiana, perche’ poco mi interessa ed ancora meno mi manca. Ieri pero’ mi sono ritrovato a riflettere su quel che sta succedendo in Italia ed ho pensato di scrivere questa lettera immaginaria.

Cari ragazzi,
Ieri, mentre correvo in palestra, ho ascoltato un’intervista con Jim Simons, un tizio di cui non avevo mai sentito parlare. Per chi non ha ventitre minuti e sette secondi per guardare il video su YouTube, o magari non ne ha voglia, ecco un riassunto:
Jim Simons e’ Americano ed e’ un uomo di successo. Nel 1974, mise a punto miglioramenti rivoluzionari ad una complessa astrazione chiamata teoria delle stringhe e per questo e’ considerato uno dei grandi matematici viventi. E’ anche famoso per un’altra ragione: e’ ricco sfondato perche’ ha creato ed e’ stato a capo per decenni di uno dei fondi di investimento piu’ performanti al mondo. Nell’intervista condivide con chi ascolta la sua ricetta per il successo. In soldoni, dopo essere stato un accademico ed aver messo il suo talento matematico al servizio della difesa degli Stati Uniti, e’ stato uno dei primissimi a capire che la data science potesse rivoluzionare il mondo della finanza. Dopo questa illuminazione, lancio’ un fondo di investimento che operava in modo rivoluzionario:  i piu’ brillanti matematici e fisici Americani venivano reclutati nelle istituzioni accademiche e messi a lavorare alla creazione di modelli matematici da applicare alle decisioni legate al trading. Oggi lo fanno tutti. Dopo aver guadagnato centinaia di miliardi per se stesso ed i suoi clienti, si e’ ritirato dal suo ruolo esecutivo nel suo hedge fund ed ha creato una fondazione che ha l’obiettivo di promuovere l’insegnamento della matematica finanziando programmi scolastici e professori selezionati su criteri di eccellenza. La parte piu’ interessante dell’intervista e’ quando Jim Simons esalta l’eleganza della matematica e ricorda che il  suo successo all’apparenza folgorante e’ in realta’ passato attraverso numeri, studio, eccellenza. Con talento ed applicazione si possono creare modelli rivoluzionari che trascendono il problema per cui sono stati creati, ed il successo diventa accessibile.


Ironia della sorte, ieri ho anche letto che il mezzo primo ministro della Repubblica Italiana Giggino Di Maio ha nominato Lino Banfi ad un ruolo nella delegazione Italiana all’Unesco. Non potevano mancare i commenti dell’altro mezzo primo ministro, Matteo Salvini. Ecco qualche dichiarazione, a dir poco illuminante:
Giggino ‘o fenomeno: “Approfittiamo per dare una notizia all’Italia che a me riempie di orgoglio: come governo abbiamo individuato il Maestro Lino Banfi perché rappresenti il governo nella commissione italiana per l’Unesco. Abbiamo fatto Lino Banfi patrimonio dell’Unesco”
Lino Banfi: “Mi impegnero’ a rendere la figura del nonno patrimonio mondiale dell’Umanità”.
“Ieri sera ero a casa  quando mi è arrivata una chiamata in cui, dal ministero, mi anticipavano la possibilità di entrare in Commissione Unesco. Stamattina sono andato per incontrare il ministro, che ho trovato simpaticissimo. Ero lì solo per farmi spiegare bene di cosa si trattasse. Ho posto subito le mie due ‘conditio sine qua non’: niente inglese e niente laurea”.
Matteo il bullo: “Di Maio ha annunciato Lino Banfi ambasciatore dell’Italia all’Unesco. Va bene, e Jerry Calà, Renato Pozzetto e Umberto Smaila? apriamo questo dibattito. Scherzi a parte, l’Italia è così bella che chiunque può difenderla e valorizzarla”
Concetti profondi e complessi. Proviamo a riassumere semplificando:
1) Un rincoglionito ultra-ottantenne, nominato a rappresentare l’Italia  in un consesso dove si decide come proteggere e promuovere il nostro enorme patrimonio spesso in rovina, dichiara che si occupera’ di parlare di nonni alle riunioni dell Unesco, in Italiano anche se tutti intorno al tavolo parlano Inglese. A parte fare il nonno, molto di puo’ non potrebbe fare, non possedendo alcun titolo o esperienza a supporto dell’importante incarico. Se poi ad una riunione dovesse presentarsi, un laureato, Il Maestro preannuncia che se la dara’ a gambe. Vorrei avvisarlo: e’ probabile che accada.
2) Un mezzo primo ministro gioisce di avere offerto all’Unesco nientepopodimeno che il Maestro Lino Banfi, un patrimonio dell’umanita’ addirittura! Corbezzoli!
3) L’altro mezzo primo ministro enfatizza che  un rincoglionito ultra-ottantenne diventato famoso grazie alla sua scarsa dimistichezza con la lingua Italiana va benissimo per difendere il patrimonio dell’Italia, perche’ potrebbe farlo chiunque. Chissa’ perche’ gli altri paesi si ostinano a nominare in questi organismi gente qualificata?
Insomma, per le nostre due mezze figure, titoli, preparazione, istruzione sono orpelli  inutili e dannosi. La migliore strategia per difendere gli interessi Italiani e’ nominare gente impreparata ed ignorante per rappresentare l’Italia negli organismi internazionali,  tanto l’Italia e’ talmente avanti.

Pensandoci bene, e’ normale che la pensino cosi’: in effetti tutti  applichiamo alle nostre interazioni col mondo esteriore, gli insegnamenti del nostro passato.
Giggino e’ oggi indubbiamente un uomo di successo. Dopo aver fallito nel conseguimento della laurea in legge a Napoli, e’ diventato mezzo primo ministro senza mai aver lavorato un giorno in vita sua, se escludiamo vendere bibite al San Paolo, grazie a qualche decina di “like” su un social network di sfigati complottomani e no-vax. Fra gli incarichi di rilievo ricoperti in passato, ricorda spesso di essere stato capoclasse alle superiori ed altrettanto spesso dimentica di essere socio nell’azienda di famiglia, distintasi ultimamente per l’utilizzo ripetuto di lavoratori in nero.
Il curriculum di Matteo il bullo ricorda molto quello di Giggino. Anche lui e’ uomo di successo e non si e’ mai laureato, eppure una laurea alla facolta’ di Storia della Statale di Milano, a cui era iscritto, non sembra proprio proibitiva. Le uniche attivita’ lavorative di cui si ha notizia in passato si limitano alla consegna di pizze e qualche part-time al Burghy. Dopodiche’ ha svoltato: e’ entrato in politica assicurandosi cosi’ di non dover mai lavorare in vita. Oggi passa le sue giornate su Facebook a mangiare Nutella, fare la faccia triste dopo essere stato mollato dalla fidanzata, giocare con le ruspe.
Queste due mezze figure hanno in mano il destino dell’Italia. Chiedetegli che modelli hanno da proporre a voi ragazzi per costruire il vostro avvenire. Che politiche promuovono per le scuole, le palestre, le universita’, la ricerca, la competizione, l’innovazione? Un’idea di futuro si puo’ limitare ad insulto e derisione di altri paesi, istituzioni e chiunque non la pensi come loro?
E voi pensate davvero che becera ignoranza, egoentrismo, botte al negher, complottismo, bullismo, balle spaziali, protezionismo, scaricabarile, incompetenza siano gli strumenti giusti per raccogliere le sfide di questo millennio? Se la risposta e’ si, preparatevi a fare l’elemosina e vivere in una casa di cartone perche’ la realta’, a parte pochissime fortunate eccezioni come Giggino ‘o fenomeno e Matteo il bullo, tollera pochissimo  l’inutilita’.
Insomma, cari ragazzi Italiani, e’ arrivato il momento di diventare adulti e scegliere. State con Jim Simons o con Lino Banfi?

Post-scriptum

Se  qualcuno mi avesse predetto che un giorno avrei scritto di teoria delle stringhe e Lino Banfi nella stessa pagina, lo avrei preso per pazzo. Ho mandato una mail ad un amico con il testo qui sopra e lui mi ha risposto: “una delle conseguenze della teoria delle stringhe e’ l’holographic principle, che dice che l’universo e’ una finta proiezione in più dimensioni di quelle reali. Un’illusione insomma. Ecco direi che e’ l’unica spiegazione”. Forse ha ragione il mio amico, e’ solo un sogno e magari mi sto per svegliare.

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